lunedì 7 novembre 2011

La cessione del quinto

Sempre più famiglie ricorrono alla cessione del quinto per far fronte alle proprie esigenze di liquidità, siano esse dovute ad un acquisto importante come la casa o l'automobile sia per far fronte ad altri impegni economici.
La cessione del quinto è una forma di prestito personale il cui rimborso avviene attraverso l'addebito diretto in busta paga e il cui ammontare non può superare il quinto dello stipendio, ovvero il 20% del proprio netto in busta paga. Possono richiedere la cessione del quinto i dipendenti pubblici statali, i dipendenti di aziende private con contratto a tempo determinato e i pensionati INPS e INPDAP, la cessione del quinto non può essere richiesta da un lavoratore autonomo e, generalmente, da chi ha un contratto a progetto a tempo determinato (salvo il caso in cui la rata del rimborso sia pari o inferiore a quella della scadenza del contratto stesso).

L'intermediatore del trasferimento di fondi diventa quindi il datore di lavoro che paga direttamente la rata alla società finanziaria o alla banca con cui il dipendente o il pensionato ha sottoscritto un contratto di finanziamento. La cessione del quinto è considerata una transizione più sicura rispetto ad altre forme di finanziamento proprio perché arriva alla fonte dello stipendio, e non necessità di bollettini o mandati bancari, è facilmente controllabile perché finché perdura il rapporto di lavoro è garantita e, per questi motivi, necessita di minor documentazione e di tempi di erogazione più rapidi, non sono quindi necessari garanti, fideiussioni o ipoteche in quanto a garantire il prestito sono lo stesso stipendio e il trattamento di fine rapporto. E' inoltre prevista una polizza assicurativa che copre il rischio vita e il rischio impiego. Detta polizza, nel caso di lavoratori pubblici può essere rilasciata sia dall'INPDAP che da una compagnia assicurativa privata, nel caso di lavoratori del privato dovrà essere rilasciata esclusivamente da compagnia assicurativa privata. La polizza di rischio impiego impegna l'assicurazione a intervenire ma permette alla stessa di rivalersi sul trattamento di fine rapporto maturato mentre la polizza rischio vita l'assicurazione interviene senza rivalersi sul trattamento di fine rapporto o sugli eredi.
La cessione del quinto è erogabile anche ai protestati e alle persone iscritte alla centrale rischi o banca dati, ovvero i cattivi pagatori.

Il datore di lavoro è obbligato ad accettare le richieste di cessioni del quinto avanzate dai propri dipendenti, che, una volta sottoscritto il contratto, non possono più ritirarlo. Il datore di lavoro ha quindi l'obbligo di trattenere la rata indicata nel contratto dalla busta paga del dipendente per versarla presso l'istituto creditizio erogante. In caso di interruzione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo (dimissioni, licenziamento, aspettativa...) il datore di lavoro può, ovviamente, interrompere i pagamenti. Nel caso di dimissioni o licenziamento il datore di lavoro dovrà trattenere tutte le somme maturate dal dipendente presso l'azienda e versarle all'istituto creditizio erogante, dette somme dovranno servire per estinguere totalmente o parzialmente il debito. Oltre al trattamento di fine rapporto, quindi, dovrà trattenere anche l'ultimo stipendio, la quota della tredicesima maturata, le ferie non godute e tutto quanto possa costituire un credito del lavoratore.
La durata massima del rimborso della cessione del quinto è di 10 anni (ossia 120 mesi) e in alcuni casi 5 anni (60  mesi), la durata minima è di 24 mesi.
 L'importo massimo finanziabile è determinato dalla liquidazione maturata (trattamento di fine rapporto) e dallo stipendio netto o dall'importo della pensione per i pensionati.
Se il contratto lo prevede, è possibile estinguere anticipatamente il proprio debito.
Capita a molte famiglie di accumulare debiti sottoscrivendo prestiti con diverse banche o finanziarie, e lamentare poi una difficoltà a mantenere sotto controllo una situazione debitoria articolata e impegnativa, la cessione del quinto può essere utilizzata anche per consolidare i debiti acquisiti e quindi programmare in modo definitivo l'estinzione degli stessi.
La rata, che non può superare il quinto dello stipendio, resta fissa per tutta la durata del prestito salvo il caso in cui si proceda con il rinnovo ante termine, per la cui richiesta devono comunque essere trascorsi i 2/5 del periodo di ammortamento o salvo il caso in cui si proceda con la rinegoziazione passando da un finanziamento di 60 mesi ad uno di 120 mesi, allungando cioè i termini di rimborso e abbassando l'importo delle rate.
Il tasso di interesse (tasso annuo nominale, o TAN) previsto resta fisso per tutto il finanziamento.

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